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Progetto scientifico internazionale DIVE

Lunedì i ragazzi del Liceo Economico Sociale, dalla classe I alla IV, hanno avuto l’occasione straordinaria di incontrare e farsi narrare dagli scienziati impegnati in vari campi (dalla geologia alla microbiologia, dalla geofisica all’astrobiologia) un eccezionale progetto di ricerca per così dire “al centro della Terra”. La Terra presenta diverse unicità rispetto agli altri principali corpi celesti del sistema solare: tra queste, il fatto che presenta vaste porzioni di cosiddetta “crosta continentale”. La sua formazione è una diretta conseguenza della intensa dinamica del nostro pianeta, rappresentando essa la “discarica” in cui si concentrano gli elementi chimici che mal si collocano nelle fasi mineralogiche presenti nel mantello e nel nucleo terrestre, quali silice, metalli alcaline e alcalino terrosi (ma anche Terre Rare, U, Th e Pb, elementi alogeni, volatili e leggeri).
A causa della sua relativamente bassa densità, la crosta continentale costituisce la componente dominante delle terre emerse, su cui l’uomo vive e da cui trae ancora la maggior parte delle risorse necessarie per il suo sostentamento e sviluppo. Ma come si forma la crosta continentale? Qual è la sua struttura e composizione? In che modo la sua evoluzione influenza l’attività vulcanica in superficie, i terremoti, la presenza e il mantenimento della vita sulla Terra e, in ultima analisi, l’esistenza dell’uomo?
La risposta complessiva a questi grandi quesiti rappresenta una delle maggiori sfide poste dal nostro pianeta agli scienziati.
Tale sfida è stata raccolta dal progetto “Drilling the Ivrea-Verbano ZonE” (DIVE), sviluppato sotto l’egida del consorzio internazionale “International Continental Scientific Drilling Program” (ICDP), equivalente continentale del consorzio ECORD-IODP dedicato alle esplorazioni in ambito oceanico e marino.
Il progetto ha come scopo la caratterizzazione tramite perforazioni scientifiche della crosta continentale in un areale unico al mondo dal punto di vista geologico, ovvero la cosiddetta Zona Ivrea-Verbano (Piemonte orientale). Tale areale rappresenta la terminazione nord-occidentale delle placche tettoniche del dominio africano nelle Alpi occidentali: grazie a una straordinaria serie di processi tettonici legati alla formazione della catena delle Alpi, rocce poste a 30-36 km di profondità (ovvero alla base della crosta continentale e nella transizione crosta-mantello) sono state esumate, risultando esposte o poste molte prossime alla superficie.
Ciò fa sì che quanto nel resto del pianeta può essere solo ipotizzato riguardo le radici dei continenti, nella Zona Ivrea-Verbano, ed in particolare ad Ornavasso e Megolo, può essere osservato, validato o confutato, rendendo tale area meta ambita dai geologi di tutto il mondo.

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