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Un viaggio nel cuore della libertà

Giovedì 23 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, i bambini che frequentano il doposcuola hanno vissuto un’esperienza che è stata molto più di un’attività didattica: è stata un piccolo viaggio nel cuore della libertà, guidati dalla maestra Dafne, tra storia, emozione, riflessione e gioco.

Dopo aver svolto i compiti e condiviso la merenda, il gruppo si è spostato in giardino, dove li attendeva un’atmosfera diversa, quasi sospesa. Lì, tra alberi e cielo aperto, è cominciata una missione speciale: diventare Custodi del Sapere, per scoprire insieme cosa significa davvero la Giornata della Liberazione. 

Con parole semplici e immagini evocative, è stato raccontato loro un tempo lontano ma importante: l’Italia della guerra, della paura, del silenzio forzato. Ma anche l’Italia del coraggio, della speranza e della rinascita. Si è parlato dei partigiani che combattevano tra le montagne, dei soldati lontani da casa, delle famiglie che offrivano rifugio e dei bambini che, dopo anni di paura, finalmente poterono correre liberi per le strade, sventolando bandiere.

Ogni gruppo ha ricevuto una busta misteriosa, contenente una frase, un’immagine, una breve storia e una domanda. I bambini hanno risposto in modo spontaneo e profondo: alcuni hanno disegnato ciò che avevano letto, altri hanno cercato nella natura o tra gli oggetti artificiali un simbolo che rappresentasse il significato del loro messaggio.
Hanno riflettuto insieme su cosa significhi non poter parlare, vivere nella paura, ma anche su cosa voglia dire proteggere qualcuno, scegliere la pace, credere nella libertà. 

In cerchio, alla fine, si è creato un momento di grande intensità: dopo aver parlato del significato del 25 aprile, ogni bambino ha scelto una parola per raccontare, con il proprio cuore, cosa rappresenta per lui questa giornata. Sono emerse parole vere, semplici e piene di senso: pace, famiglia, libertà, accoglienza, coraggio, silenzio, abbraccio.

Come simbolo dell’impegno e dell’ascolto, ogni bambino ha ricevuto una “fiala del sapere”, un piccolo dolce premio per ricordare che la libertà passa anche attraverso il pensiero, il rispetto e la voglia di capire.
E poi, come è giusto che sia, il pomeriggio si è concluso con un momento di gioco libero e allegro in giardino, perché la libertà è anche questo: poter ridere insieme, muoversi senza paura, sentirsi accolti e ascoltati.

Spesso si pensa che alcuni concetti siano troppo difficili da affrontare con i bambini, quasi dei tabù. Ma la verità è che loro sanno trovare, con naturalezza e profondità, la via più semplice e autentica per comprenderli. Basta mettersi accanto a loro e lasciarsi stupire.

Questi momenti sono anche la dimostrazione che educare è anche un atto di gratitudine verso chi ci ha preceduto, verso chi ha lottato per offrirci la possibilità di vivere giorni come questi, in cui la storia diventa racconto, il racconto riflessione, e la riflessione diventa consapevolezza.