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Dopo il 25 aprile: l’Ossola come lezione educativa

Celebrare il 25 aprile ha significato, per una comunità educativa, non fermarsi alla memoria di una data, ma riconoscere il valore vivo della libertà. La Repubblica dell’Ossola ci ricorda che, anche nel tempo della violenza e dell’occupazione, una comunità può scegliere la dignità della persona, la responsabilità e il bene comune.

Villadossola, Megolo, Fondotoce e Finero restano nomi che chiedono rispetto e coscienza. In quel dolore maturò una Resistenza capace non solo di combattere, ma anche di amministrare, istruire, assistere e garantire legalità. La Giunta provvisoria di Domodossola mostrò che la democrazia nasce quando la libertà diventa servizio concreto.

Come rettore del Rosmini International Campus, sento che questa eredità interpella direttamente la scuola. Educare significa formare coscienze libere, capaci di distinguere tra obbedienza cieca e responsabilità morale. La figura di don Luigi Zoppetti, sacerdote rosminiano ed educatore, richiama la centralità della persona, della cultura e della cura dei più fragili.

Il 25 aprile, dunque, è un compito: educare alla pace senza dimenticare il coraggio, alla libertà senza indifferenza, alla democrazia come scelta quotidiana di giustizia.

Il Rettore

Carlo Teruzzi