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Educare alla speranza

Cari ragazzi, cari genitori, le violenze di questi giorni ci addolorano e ci lasciano molte domande. Distruggere e ferire è un male, e riconoscerlo con chiarezza è parte della nostra responsabilità educativa. Proprio per questo vorrei che quanto accade diventasse anche un’occasione per fermarci insieme: che cosa ci aiuta a guardare la vita con fiducia? Che cosa rende il futuro desiderabile?

Sono domande che riguardano anche noi, nelle nostre case e nelle nostre aule. Penso a quanto sia prezioso potersi raccontare una fatica senza temere di essere subito giudicati, trovare il tempo per ascoltarsi, sentirsi liberi di chiedere perché. A volte basta ripartire da qui: da una conversazione che rimandiamo, da una preoccupazione che non sappiamo esprimere, dalla disponibilità a lasciarci interrogare dall’altro.

A voi ragazzi vorrei dire che le vostre domande hanno posto nella nostra scuola, anche quando sono scomode o arrivano attraverso un momento di rabbia. Ci interessa conoscere ciò che desiderate e ciò che vi mette in difficoltà. E desideriamo aiutarvi a scoprire quanto la vostra libertà possa generare: in un’amicizia, nello studio, nella cura di qualcosa che vi è affidato.

Tra noi adulti possiamo sostenerci nel compito di accompagnarvi. Educare chiede una presenza, una proposta da verificare insieme, il coraggio di correggere e di lasciarsi correggere. Anche un limite può diventare comprensibile dentro un rapporto di fiducia, quando esprime l’interesse per la persona e per il bene che può compiere. Questa fiducia si costruisce nel dialogo quotidiano tra famiglia e scuola.

Mi piacerebbe che al Rosmini imparassimo sempre più a riconoscere ciò che rende bella e feconda la vita: una scoperta durante una lezione, un compagno aiutato, una difficoltà affrontata insieme. Da queste esperienze può nascere la speranza: accorgersi che il nostro esserci conta, che possiamo contribuire al bene di qualcuno. Proviamo a raccontarcele e a farle crescere. Il futuro comincia anche nello spazio che oggi ci offriamo gli uni agli altri.

 

Carlo Teruzzi
Rettore del Rosmini International Campus