Quest’anno scolastico si apre sotto il segno di una celebre affermazione di Dostoevskij: «La bellezza salverà il mondo», pronunciata dal principe Myškin nel romanzo L’Idiota. Una frase che, nel contesto del racconto, suscita ironia e persino scherno, quasi fosse il segno di un’ingenua illusione, o di un cuore troppo innamorato per restare lucido. Eppure, proprio qui risiede il punto: Myškin è davvero innamorato, non solo di una persona, ma della vita stessa, con le sue contraddizioni, le sue ferite e i suoi abissi. Egli, con spaventosa inquietudine e autentica curiosità, cerca di intravedere una risposta alle domande radicali dell’esistenza.
Questo desiderio, questa tensione verso la bellezza, può diventare anche per noi il filo conduttore di un nuovo anno scolastico. Non parliamo di una bellezza superficiale, ridotta all’apparenza o all’estetica, ma di una bellezza che tocca il cuore, che suscita domande, che apre alla ricerca del senso. È questa la bellezza che educa, perché non si impone dall’esterno, ma affascina, cattura, trascina dentro un cammino.
Massimo Recalcati ha definito l’educazione come una vera e propria “erotica dell’insegnamento”: la possibilità di far scattare un incontro appassionato tra il desiderio di conoscere e il bisogno di essere affascinati. In questo senso, il nostro compito di educatori non è semplicemente trasmettere nozioni, ma custodire e alimentare la domanda: quale bellezza può salvare il mondo?
Ogni disciplina, dalla matematica alla letteratura, dalle scienze all’arte, dalla storia alla musica, può diventare un varco per questa ricerca. Ogni insegnante, nella sua specificità, è chiamato a svelare ai ragazzi non solo la struttura logica delle cose, ma anche l’incanto che vi è nascosto. Perché ciò che salva non è mai un sapere sterile, ma un incontro con ciò che muove e mette in gioco i talenti di ciascuno.
Ecco allora il nostro augurio e il nostro impegno per l’anno che si apre: che la scuola sia un luogo dove la bellezza non è un ornamento, ma una forza viva, capace di rinnovare lo sguardo dei ragazzi sul mondo. Una bellezza che nasce dalla passione, dalla curiosità e dalla capacità di intravedere l’oltre, anche dentro le pieghe della quotidianità. Una bellezza che, davvero, può salvare.