La nostra scuola cerca di proporre sempre delle attività legate anche al contesto storico e di attualità che viviamo e per questo è stato proposto ai bimbi che frequentano il doposcuola un laboratorio sulle Olimpiadi, che quest’anno si svolgono proprio nel nostro bel paese con Milano-Cortina 2026.
Guidati dalla Maestra Dafne e dalla Maestra Lisa, i bambini hanno così intrapreso un affascinante viaggio alla scoperta della storia delle Olimpiadi, attraverso il racconto, la creatività e la riflessione sui valori fondamentali. 
L’attività è iniziata con la narrazione della storia di Teodoro, il portatore della fiaccola, figura simbolica incaricata di custodire e trasportare la fiamma olimpica. A partire da questo racconto, i bambini hanno scoperto l’origine della fiamma olimpica, che nasce in Grecia, a Olimpia, sede delle antiche Olimpiadi, e viene accesa attraverso un rito simbolico che richiama il sole, la luce e la pace.
È stato quindi illustrato il percorso della fiaccola: dalla partenza da Olimpia, al passaggio di mano in mano tra i tedofori, attraversando città e Paesi, fino all’arrivo nello stadio della città ospitante i Giochi. Solo durante la cerimonia di apertura viene accesa la grande fiamma inaugurale, che rimane accesa per tutta la durata delle Olimpiadi come simbolo di unione tra i popoli.
Il laboratorio ha permesso anche di approfondire il significato delle Olimpiadi, nate non solo come competizione sportiva, ma
come occasione di incontro, rispetto reciproco e condivisione. I bambini hanno conosciuto il valore dei cinque cerchi olimpici, simbolo dei continenti uniti dallo sport e dagli stessi ideali.
Particolare attenzione è stata dedicata alla celebre frase: “L’importante non è vincere, ma partecipare”, attribuita a Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne, che sottolinea l’importanza dell’impegno, del rispetto delle regole, del mettersi in gioco e del condividere il percorso con gli altri.
A conclusione dell’attività, ogni bambino ha realizzato la propria torcia olimpica, diventando simbolicamente un piccolo tedoforo e trasformando la storia ascoltata in un’esperienza concreta, fatta di manualità, gioco e partecipazione attiva.
