Il prossimo 20 marzo inaugureremo una mostra di rilevanza culturale e formativa dedicata alla Cattedrale di Chartres. “Dall’homo faber all’homo Viator: un mastro costruttore e un pellegrino raccontano l’infinito del finito”.
Attraverso questa proposta desideriamo offrire ai nostri studenti un’esperienza che unisce storia, arte e riflessione esistenziale. Come ogni anno, la mostra rappresenta anzitutto un’occasione concreta di coinvolgimento diretto dei ragazzi. Saranno infatti loro stessi a prepararsi e a svolgere il ruolo di guide, mettendosi in gioco in prima persona. In tal modo l’apprendimento diventa esperienza viva, responsabilità condivisa e crescita autentica.
Ma la mostra è anche uno spunto di riflessione sul grande tema che attraversa l’intero anno scolastico. Il senso tipicamente medievale della costruzione della cattedrale ci parla infatti di un popolo che diviene comunità in azione. Ogni pietra posata era frutto di un lavoro personale inserito in un disegno più grande. Il mastro costruttore e il pellegrino incarnano due dimensioni complementari dell’umano: il fare e il camminare. Costruire e cercare, operare e tendere verso l’alto: ecco il dinamismo che anima Chartres e l’avventura scolastica.
Questa immagine risulta particolarmente significativa anche per il nostro contesto scolastico. La scuola è una comunità nella quale ciascuno è chiamato a mettere in gioco il proprio specifico contributo. Insegnanti, studenti e famiglie partecipano insieme alla costruzione di un percorso di crescita condiviso. Così come nella cattedrale medievale, nessuno è spettatore e nessuno è superfluo.
La cattedrale diviene allora simbolo di un’elevazione dello sguardo verso l’infinito. Quando uno “sguardo rivolto verso il mistero di colui che fa tutte le cose” diventa obiettivo comune, si aprono orizzonti nuovi e si supera il rischio del pessimismo e dello scoraggiamento. Si entra invece in una sfida costruttiva, capace di generare entusiasmo e responsabilità.
Al centro rimane sempre la persona, nella sua unicità e nella sua irripetibile dignità, al contempo stando insieme, prende forma una comunità educante che trova nella bellezza dell’esperienza cristiana, la forza per edificare un futuro carico di attese.
Il Rettore
Carlo Teruzzi