La 29ª Giornata Nazionale della Colletta Alimentare ci ricorda, con una forza che parla direttamente al cuore della scuola, che il valore del dono non è un gesto accessorio, ma un’esperienza essenziale per la crescita dei nostri ragazzi. In un tempo attraversato da individualismo e indifferenza, l’immagine di migliaia di volontari e di milioni di cittadini che scelgono di farsi prossimi è un invito potente alla responsabilità educativa che condividiamo come comunità scolastica.
Quando ho invitato studenti e famiglie del Rosmini International Campus a partecipare a questa iniziativa, l’ho fatto con la consapevolezza che la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma una comunità educante in cui ciascuno impara – con gli altri e grazie agli altri – a riconoscere il valore dell’altro. Il dono, nelle sue forme più semplici, è un atto che genera fiducia, come ricorda il Cardinale Zuppi. Ed è proprio questa fiducia, fragile e preziosa, che desideriamo custodire nell’educazione dei nostri giovani.
Donare una confezione di riso, una scatoletta di tonno, un gesto piccolo e concreto, significa educare alla speranza, come richiama Papa Leone XIV: significa insegnare ai nostri ragazzi che ogni vita merita uno sguardo, che nessuno deve sentirsi invisibile. La Colletta Alimentare, nel suo “spettacolo della carità”, mostra un Paese che ancora sa rispondere al bisogno, nonostante le difficoltà economiche. Ed è questo che vogliamo trasmettere ai nostri studenti: che l’impegno verso gli altri non nasce dall’abbondanza, ma dalla scelta.
In un contesto in cui cresce la percezione di vulnerabilità e solitudine, partecipare insieme – famiglie, bambini, docenti – diventa un atto educativo potentissimo: un’esperienza che unisce, che costruisce legami, che forma alla responsabilità. La scuola, infatti, non è solo trasmissione di saperi, ma luogo in cui si impara la bellezza della gratuità.
Per questo ringrazio tutti coloro che hanno aderito. Non abbiamo solo raccolto alimenti: abbiamo seminato nei nostri ragazzi il senso profondo di un gesto che alimenta la speranza, costruisce comunità e insegna, cosa significa essere veramente umani.